Biblio-Café “la misura delle cose”
“frammenti sparsi di libri scelti” meglio se sorseggiando un buon cafféArchivio peramicizia
“una questione di cuore” di Umberto Contarello

Quando arriva la notte i corpi sono invisibili e tutto si trasfigura in luce, strisce di luce verde sullo schermo nero dei monitor, e la luce è fatta di numeri, anche se i numeri non riesco a vederli, e la vita e la morte sono numeri e luce, mentre sto qui a pancia in su, coperto di cavi di cui non capisco nulla.
“Ce la fa a dormire così?” E questa voce è la sua, senza dubbio. Anche se non lo conosco sono certo che è lui, cerca di addormentarsi ma non ha sonno. Come me del resto, ha paura e vuole parlare. Mi dice che fa il carrozziere, ha sentito il mio accento e vuole indovinare da che città vengo perché anche suo padre era veneto. “Era di Adria”, dice, “fino alla fine ha parlato veneto e basta”. Lui Adria non l’ha mai vista, anzi mi chiede se è bella e io gli dico che non saprei, l’unica cosa che mi viene in mente è che ci sono le zanzare, non solo d’estate, come negli altri posti, ma anche a ottobre, quando cìè la nebbia, “pensa a una nebbia che ti punge”, gli dico.
Lui è sposato, ha due figlie un terzo in arrivo. Sul suo infarto ha le idee chiare. “E’ stato lo yogurt”, “perché era freddo. La cosa è andata che me so visto grasso, m’è venuto in mente così, all’improvviso, allora me ne vado in palestra, ho detto… Me so’ fatto due tre ore, sai le macchine?, ce sta una macchina per tutti i muscoli, bicipiti, addominali, cosce… Insomma, ho fatto ‘na bella sudata, avrò perso un paio de chili, ho pensato, e adesso se me faccio ‘na pastasciutta rovino tutto. Allora me so bevuto ’sto yogurt, e m’ha fatto male.”
e ancora…
Restiamo in silenzio, sdraiati come un mese fa, in ospedale. L’idea è ancora confusa, difficile da mettere a fuoco, ma dev’essere più o meno così: c’è stata una coincidenza e forse dovrei dire che è stato un destino. Ci siamo incontrati una notte e avevamo il cuore a pezzi, letteralmente però, niente metafore, e poi da lì è iniziato tutto, e questa notte forse riesco a capire, perché in quell’inizio c’era tutto il resto, c’eravamo io e Franco sdraiati nel suo letto matrimoniale, e c’era questa promessa che a un altro sembra impossibile, e invece per noi due è naturale, è la cosa più naturale che si possa fare. “Annamaria s’è addormentata di là,” dice Franco, e allora non penso più a niente, “va bene”, gli dico, stanotte dormiamo insieme.
da “Una questione di cuore” di Umberto Contarello
Nota dell’autore:
Condivido queste parole con Guido Iuculano
collega e amico del futuro
Dedico queste parole
a Francesca
che ho amato a mani nude.








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