La misura delle cose "frammenti sparsi di libri scelti" meglio se sorseggiando un buon caffé
Una notte qualunque – sarà già tardi, cercherai di prendere sonno in fretta – sentirai in prossimità dell’orecchio la cantilena di una zanzara. Possibile che siano già qui, le zanzare, penserai, ma allora è proprio arrivata l’estate. Mentre ti impedirà di prendere sonno, ti verrà da pensare a qualcosa, a qualcuno. Nel malumore, ricorderai quanto ti sei sentito goffo e stupido, l’altra mattina: ti risuona in testa quella tua risata, così rozza – quanto riusciamo ad essere orribili, a volte – e c’era lei a un passo. Penserai che spesso viene da chiedersi: ma perché sono qui, perché mai sono nato – e nato così. Un giorno, quasi distrattamente, ti verrà da chiederlo, a tua madre: mà, mi racconti di quando sono nato? Non sai se l’hai chiesto più con tenerezza o con rabbia, o con tutt’e due. Lei sorriderà, non si aspettava questa domanda, o forse si, se l’aspettava da sempre. E allora ti racconterà chi era lei quando tu non c’eri ancora, e come sono andate le cose quando hai deciso che dovevi arrivare. Tu immaginerai tua mamma con la pancia tonda, e quel giorno di giugno in cui prima non c’eri e poi si. Per qualche minuto o una vita ti scorderai di questa storia. Non la saprai più. Vivere è dimenticarsi di essere nati e perché. Non domanderai più, o mai: ma se fossi nato un poco prima, o un secolo, mille anni fa, o tra mille – fantasie che appartengono ai poeti. Il resto è di chi – ripigliando fiato dopo l’ennesima ferita – bestemmia Dio o se stesso, qualche oscura ragione della terra che lo tiene lì. Il resto è il buio quando ti inghiotte, anche quando è leggero, come in certi spazi dell’adolescenza – per un attimo è un corridoio infinito, senza vie d’uscita, possiate morire è il tuo grido, e rimorire, odiati Lari e Penati , e tutti voi semidei che russate di là in salotto e non capite, ma chi vi ha chiesto di farmi nascere. Poi ci sarà il tempo di riabbracciarli. There will be time. E poi per poco o per troppo verrà maledetta – la vita dopo un tradimento, i risultati di un’analisi, di sangue, o più semplicemente d’amore; la vita dopo qualcuno. Sarà tornando a casa senza riconoscerla. O dal balcone di casa di una qualunque Recanati selvaggia, ma senza le parole buone, neanche quelle – spesa già ogni fuga inutile e pietosa. E sarà pure senza balconi e senza finestre né case, sarà senza coraggio e al vento – perché ci hai abbandonati.
da
RACCONTAMI LA NOTTE IN CUI SONO NATO
di
PAOLO DI PAOLO
Giulio Perrone editore 2008
quello che ho letto mi è piaciuto, e molto. Lo prenderò oggi stesso.
faustine
scrive molto bene…mi emoziona e mi intriga…grazi efrà lo prenderò
ne vale la pena…
deve essere molto bello…oggi devo andare da feltrinelli a fare un pò di scorta
letto. bellissimo. ma che talento questo ragazzo
lo prenderò…grazie frà
bellissimo, da leggere nelle prossime giornate che portan l’inverno nella tranquillità della casa, e nel calore di un camino
ne faccio tesoro, adoro leggere
grazie
buon week end :)
sembra bello..grazie del consiglio! e in generale vedo che questo blog è pieno di tante indicazioni..ne farò tesoro ;-)
ciao igor :)
interessante questo ragazzo…un talento
sono d’accordo
letto! molto bello…mi ci sono ritrovato piano piano
sono contenta!
bellissimo, sono entrata nel sito della casa editrice
brava! prendilo, ne vale davvero la pena! baci giulia e a presto
l’ho letto di nuovo…